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Viaggio a Grizzana --> Borghi

A Riola è possibile ammirare, a poche centinaia di metri tra loro, la Rocchetta Mattei e la Chiesa di S. Maria Assunta Foto della Rocchetta Matteiprogettata da Alvar Aalto.
La Rocchetta Mattei è un eclettico edificio della seconda metà dell'Ottocento che mescola stili diversi, dal falso medievale al moresco, voluto dal Conte Cesare Mattei, letterato, politico ma soprattutto medico autodidatta che si dedicò alla ricerca di una cura contro il cancro arrivando a definire una nuova scienza mutuata dai principi di Hannemann dell'omeopatia, che definì elettriomopatia e che ebbe un grande successo su scala mondiale richiamando al suo bizzarro castello uomini e donne di tutti i ceti. Il Conte, proprietario di una vastissima area attorno al suo castello di Savignano, edificò una serie di villini climatici dove far risiedere i pazienti, all'Albergo della Rosa e all'Archetta (tracce e segni di questi edifici particolari per l'architettura montana edificati anche successivamente dal figlio adottivo, Mario Venturoli Mattei, si possono vedere ancora oggi con i loro motivi floreali e le finestre orientaleggianti, circondati da più moderni edifici). Da qui si potrebbe salire all'Archetta singolare borgo in stile "Liberty". Un curioso e singolare borgo come l'Archetta a Riola, sede dei villini climatici dell'elettromeopata Conte Cesare Mattei che qui ospitava i suoi numerosi pazienti, in linea d'aria e per stuttura architettonica rimanda alla più nota Rocchetta. Merita quindi una veloce panoramica per la sua originalitá.
La bellezza del luogo è innanzitutto testimoniata da numerose cartoline d'epoca che "pubblicizzano" una realtá particolare degna di essere raffigurata e una intensa attività ricettiva (strutture d'accoglienza come l'Albergo delle Rose o l'Hotel Limentra sorgono perché era impossibile ricevere tutti i pazienti del Conte nei padiglioni della Rocca).
All'Archetta in particolare si nota una cultura del villino che è rara per l'epoca in Appennino e che si afferma in Italia ai primi del Novecento; un po' come era stato per le residenze nobiliari di campagna settecentesche che avevano affiancato le case contadine, anche qui avviene una integrazione con la casa rustica cui la Residenza da sogno voluta dal Conte Cesare Mattei imprime una accelerazione. E la struttura ancora fiabesca dell'Archetta se rapportata alla cultura materiale che ha prodotto le case dei maestri comacini e degli scalpellini in una armonia invidiabile tra vita quotidiana, elementi del paesaggio e lavoro quotidiano, è un rimando al sogno. L'esperienza lavorativa degli scalpellini si trasmette così a Residenze più legate al concetto di benessere e villeggiatura (ricordiamoci che siamo alla fine dell'Ottocento). Caratteristiche le torri angolari, i sottotetti dipinti (disegnati, decorati, anche su legno) le finestre orientaleggianti, i motivi geometrici delle finestre e delle porte, le colorazioni, il balconcino, la scalinata e i nomi femminili attribuiti alle singole residenze. Un rinnovamento voluto da quella figura straordinaria che è il Conte Mattei proseguito dal figlio adottivo Conte Mario Venturoli Mattei, l'altrove che è sogno realizzato di una casa che è rifugio e nello stesso tempo bellezza che risente della cultura coeva e deriva dal Romanticismo. Vediamo così che l'utopia del Conte Mattei investe un'area piú ampia di quella con cui si è soliti identificarla, vale a dire la Rocchetta, e si estende in spazi che un tempo erano immensi tra Reno e Limentra. Ma il declino economico rimette in discussione l'unicità del progetto e frammenta quanto costruito. Il recupero di questi anni è tentativo lodevole anche per la raritá di questi edifici sul territorio appenninico bolognese. E il respiro internazionale che l'operazione assume anche per i riferimenti còlti a edifici di altre culture, crea meraviglia e stupore, evocando il fantastico. Nelle diverse fasi dello sviluppo architettonico della Rocchetta si sottolinea l'eccentricitá, l'eclettismo continua anche all'Archetta.
La Chiesa di S.Maria Assunta, è l'unica opera in Italia del grande architetto designer e urbanista finlandese del Novecento Alvar Aalto. Assieme a Scola e alla Rocchetta Mattei rappresenta una tappa obbligata per numerosi studenti di architettura che a poca distanza vedono concentrarsi esperienze uniche, in questi anni al centro di un discreto interesse e oggetto di studi. Inaugurata 17 giugno 1978 (con campanile dall'aprile 1994, portico 1998 piazza 2000 e camminamento lungo fiume da completare). Particolarmente innovativa oltre che per concezione anche per la lavorazione prefabbricata.

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