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ultimo aggiornamento in data 10/09/2014

Borghi

Tudiano è località in Comune di Grizzana Morandi in sinistra Setta (altezza m 550 slm a 45 km da Bologna), facilmente raggiungibile percorrendo l'autostrada A1 Bologna Firenze con uscita Rioveggio. Si può anche seguire la Statale Setta n. 325 da Sasso Marconi, salire verso Rioveggio e qui imboccare la strada dei Cattani proseguendo 5 km. Come ogni anno per iniziativa della comunità si festeggiano i Santi Fabiano e Sebastiano l'ultima domenica di agosto. S. Lorenzo fu luogo di insediamento romano (qui venne rinvenuto vasellame); Tudiano deriva dal personale Attidius o Attidianus (il luogo era conosciuto come case dei Menini dal 1609 fino al '700); si segnala l'edificio quattrocentesco casa torre con i simboli comacini di rosa e spirale, rosa e torre e giglio.

Stanco di Sotto 543 slm arroccato sul fianco del monte omonimo (mt 700) borgo con origine del XIV sec., presenta un omogeneo aspetto strutturale e tipologico raro nella montagna bolognese. La Chiesa è dedicata a S. Maria del Carmine; c'è anche piccolo oratorio di S. Lorenzo.

Tavernola (residenza municipale fino al 1882), nome che forse deiva dalla presenza di un punto di sosta e come stemma comunale adotta taverna che rimane anche per Grizzana Morandi; interessante il Castellaro (libro di riferimento è Tassinari Clò, Tavernola e Stanco). La Chiesa di S. Giovanni Battista in posizione a balcone del Farnedola conservava Madonna con bambino attribuita a Lorenzo Monaco, attualmente in Pinacoteca a Bologna e recentemente restaurata.

A Riola è possibile ammirare, a poche centinaia di metri tra loro, la Rocchetta Mattei e la Chiesa di S. Maria Assunta progettata da Alvar Aalto.
La Rocchetta Mattei è un eclettico edificio della seconda metà dell'Ottocento che mescola stili diversi, dal falso medievale al moresco, voluto dal Conte Cesare Mattei, letterato, politico ma soprattutto medico autodidatta che si dedicò alla ricerca di una cura contro il cancro arrivando a definire una nuova scienza mutuata dai principi di Hannemann dell'omeopatia, che definì elettriomopatia e che ebbe un grande successo su scala mondiale richiamando al suo bizzarro castello uomini e donne di tutti i ceti. Il Conte, proprietario di una vastissima area attorno al suo castello di Savignano, edificò una serie di villini climatici dove far risiedere i pazienti, all'Albergo della Rosa e all'Archetta. La Chiesa di S.Maria Assunta, è l'unica opera in Italia del grande architetto designer e urbanista finlandese del Novecento Alvar Aalto. Assieme a Scola e alla Rocchetta Mattei rappresenta una tappa obbligata per numerosi studenti di architettura che a poca distanza vedono concentrarsi esperienze uniche, in questi anni al centro di un discreto interesse e oggetto di studi. Inaugurata 17 giugno 1978 (con campanile dall'aprile 1994, portico 1998 piazza 2000 e camminamento lungo fiume da completare). Particolarmente innovativa oltre che per concezione anche per la lavorazione prefabbricata.

Poggio Mezzano con la cinquecentesca Torre S.Michele (nonché luogo per eccellenza assieme al Campiaro dell'ispirazione morandiana). Da qui si giunge al capoluogo con la Chiesa di S. Michele Arcangelo (su prenotazione è possibile visitare la sala mostre d'arte sacra presso la canonica); in un'area, che ò rimasta pressoché inalterata dai soggiorni del grande artista bolognese Giorgio Morandi (tra il 1913 e il 1963, con rare eccezioni dal 1934 al 1938 e nel dopoguerra) che questi paesaggi amò e immortalò tante volte nella sua opera, ci si può fermare per visitare la Casa Museo di Giorgio Morandi (occorre prenotare allo 051/6730329) che conserva intatti lo studio, la biblioteca e la camera dell'artista e i Fienili del Campiaro, oggi sala mostre e sede dell'Archivio Museo Cesare Mattei. La Biblioteca Comunale (Via Pietrafitta 46) raccoglie un migliaio di libri sulla storia e cultura dell'Appennino bolognese, in particolare della media e alta valle del Reno.

Scola è uno dei borghi di origine medievale  meglio conservati dell'intero Appennino bolognese grazie anche all'impegno dei proprietari che ce lo ha restituito pressoché inalterato, mostrando una attenzione e una sensibilitá verso il recupero del nostro patrimonio edilizio che si è fortunatamente trasmessa anche altrove dopo l'abbandono della montagna negli anni Cinquanta e la ripresa delle costruzioni degli anni Settanta. Scola giá oggetto dell'attenzione di storici, appassionati e studenti ha una origine militare bizantina, databile presumibilmente attorno al VI secolo, e nei secoli successivi assume una fisionomia difensiva con torri che permettono la sicurezza del borgo; è attorno a queste torri che si sviluppa il borgo così come lo conosciamo oggi. L'edificio più importante è quello che si affaccia sulla piazzetta con feritoie ai lati, la scritta sul portale e una torre annessa che all'entrata del borgo rivela pitture con simboli tradizionali: a fianco un altro edificio mostra i resti di una meridiana settecentesca. Seguendo le stradine che portano nella parte bassa del borgo si possono notare un forno quattrocentesco con mensole scolpite, finestre con formelle d'arenaria incise con simboli comacini e le chiavi del Papato. Da qui si arriva al bellissimo esemplare di cipresso considerato monumento arboreo che è assieme all'oratorio un po' il simbolo di questo borgo e vedere in lontananza Ca' Doré, casa torre quasi intatta nella sua forma originale.

Savignano, m 427 slm permette di conoscere un altro interessante esempio di urbanistica montana sulla valle del Limentra, nei secoli del medioevo centro di notevole importanza per posizione geografica.

Carviano Casigno 550 slm con torre trecentesca (l'antica chiesa di S.Margherita fu distrutta e riedificata nel 1950 in posto diverso).
Prada con il suo edificio agricolo residenziale originario del '500 giá sede comunale e la chiesa, purtroppo ora in rovina.
Macina, nucleo rurale fortificato del XV secolo.
Collina di Monteacuto Ragazza col Palazzo Vannini prima sede municipale con meridiana e rosa comacina in arenaria, in quest'area, fino a Orelia alla fine dell'Ottocento sono stati rinvenuti significativi reperti etruschi ora conservati al Museo Civico Archeologico di Bologna, per arrivare infine nell'area del Parco Provinciale di Montovolo a Scola. Da Scola con un ultimo strappo si sale verso Montovolo passando per Campolo piccolo borgo con Piazza degli Scalpellini e statua dedicata a questo lavoro tipico della zona, da Giovanni Bertozzi, in arte Bert, nel 1992 e Sterpi con un singolare affresco murale del secolo scorso (due dame delle quali una a cavallo).

 

 

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